L'Idealismo

...introduzione: IL ROMANTICISMO

Per coglierne appieno l'essenza, è necessario collocare l'Idealismo nel contesto storico a cui appartiene e da cui trae origine, ossia il Romanticismo.
Entrambi nascono in Germania e vi trovano il loro terreno più fertile, nonostante siano essenzialmente due cose diverse:
l'Idealismo è una corrente di pensiero circoscritta al campo della filosofia, mentre il Romanticismo è un movimento che riguarda letteratura, arte e poesia, e che non rimane nei confini della Germania, ma che lentamente prende piede in tutta Europa.
L'elemento che li unisce è sicuramente il fatto di rappresentare il superamento della ragione illuministica e l'affermazione di una nuova visione del mondo che esalta il sentimento, l'arte e la tradizione. 
E' quindi un periodo di forte cambiamento che esalta il ruolo dei sentimenti e delle emozioni, contrapponendosi alle istanze razionalistiche dell'Illuminismo.

La nuova mentalità romantica risponde alle esigenze spirituali dell'epoca che si dirigono verso un sentimento nazionalistico, ovvero l'ideale di patria finalmente libera dagli stranieri.

Le fondamenta della mentalità romantica si possono rintracciare nel movimento culturale tedesco noto come Sturm und Drang (a partire dal 1770).
Le idee di fondo del movimento sono riconducibili all'amore per i sentimenti forti e le passioni tempestose, alla riscoperta della natura come forza vitale e onnipotente, all'esaltazione della libertà, all'avversione per le regale e le imposizioni, all'amore per la patria e ad una visione panteistica del mondo in cui il divino viene colto come un principio immanente della natura.

Il più importante tratto della cultura romantica è l'aspirazione all'infinito, ed essa nasce da un senso di inquietudine nei confronti di tutto quello che possa costituire un limite e da un bisogno di assoluto.
Mentre la filosofia moderna aveva riconosciuto la dimensione propria dell'uomo nell'accettazione del  finito che poteva essere superato solo da Dio, la nuova mentalità romantica ritiene che ogni individuo abbia un valore assoluto e possa realizzarsi soltanto ricongiungendosi con l'infinito, ossia a Dio stesso.

Deriva da ciò la coloritura religiosa del Romanticismo, che accoglie il Dio personale della religione cristiana, rassicurante e che partecipa alle sofferenze umane.

L'infinito rappresenta quindi la meta ideale dello spirito romantico, il quale avverte in sé una profonda nostalgia per le proprie origini divine: l'uomo romantico ha una dolorosa coscienza del senso di carenza e di frustrazione che caratterizza il suo presente.


L'Arte rappresenta la forma espressiva più matura e completa a cui l'uomo romantico possa affidarsi,
perché è nell'arte che la libertà assoluta e incondizionata dell'io trova la sua realizzazione.
Nella produzione artistica l'IO imita il Divino artefice, autore della natura e del mondo.
L'opera artistica viene ricondotta al sentimento, una facoltà che consente di cogliere l'intima essenza del mondo, la quale sfugge, invece, alla ragione scientifica.
Frutto del sentimento è l'attività estetica, considerata come via d'accesso alla verità e dunque come la forma più alta di Filosofia.




IDEALISMO

Da questi presupposti del periodo romantico si sviluppa l'Idealismo tedesco:
L'Idealismo tedesco si colloca tra diciottesimo e diciannovesimo secolo, nel periodo post-kantiano dello sviluppo filosofico vede come suoi maggiori esponenti Fichte, Schelling e Hegel.

L'Idealismo tedesco parte da una critica della concezione del noumeno kantiano.
La cosa in sé è posta come limite invalicabile della conoscenza, ciò che l'uomo non potrà mai conoscere direttamente per mezzo dell'esperienza, l'uomo può solo conoscerne l'esistenza, ma non l'esatta forma e l'esatto aspetto.
Ma proprio questa conoscenza del noumeno contraddice la sua stessa inconoscibilità: è vero che non possiamo conoscere l'aspetto noumenico delle cose, ma è anche vero che possiamo affermare la sua esistenza (secondo Kant tutto ciò che possiamo comprendere tramite l'esperienza è conoscenza, mentre del noumeno possiamo solo "sapere", ma non conoscere).

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La dottrina idealistica parte quindi da questa contraddizione per affermare che proprio perché può essere pensata, la cosa in sé non può rimanere "chiusa in sé", irriconoscibile, ma che una volta pensata rientra nelle cose conosciute.
E' da questa negazione della cosa in sé quindi che l'Idealismo tedesco afferma che il pensiero è ASSOLUTO, ovvero che il pensiero è la realtà stessa.

Per l'Idealismo il pensiero è realtà, perché contiene la realtà in ogni cosa... non vi è alcuna cosa aldilà di esso.
Il pensiero è l'Assoluto.
Il pensiero è la totalità delle cose.

Non esiste tramite tra pensiero e realtà, il pensiero è la realtà stessa, e il pensiero si configura di conseguenza come identità con il Tutto.


Quindi mentre per Kant e tutti i filosofi pre-idealisti il pensiero era lo strumento attraverso il quale interpretare una realtà a sé, per gli idealisti il pensiero è la realtà stessa.





































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